Facebook compra Instagram

Pubblicato il 16 aprile, 2012 |

Notizia dei giorni scorsi, Facebook ha comprato Instagram, società nota agli utenti della Rete per aver sviluppato un’applicazione in grado di applicare rapidamente effetti e ritocchi alle fotografie, per poi condividerle online. Cosa comporta quest’acquisizione?

Gli utenti di Facebook condividono ampi frammenti della propria vita. Foto anzitutto. Nel 2011, negli Stati Uniti, ne sono state caricate 750 milioni sul social network creato da Mark Zuckerberg. Già da qualche anno sono state introdotte migliorie al caricamento delle foto, come l’organizzazione in album, la possibilità di ruotarle, di caricarle ad alta risoluzione. Ovviamente la foto è, come altri elementi su Facebook, un “mezzo” di condivisione più che un oggetto. Sulle foto, infatti, è possibile taggare i propri amici così che anche loro possano averle sul proprio profilo (già timeline). Per facilitare il sistema di tag delle persone, Facebook ha anche introdotto la funzionalità di riconoscimento facciale: se il sistema identifica la presenza di un viso in una foto, vi chiede di indicare chi sia la persona ritratta.

Al di là dei benefici introdotti nella gestione immagini, continuano ad esserci ancora problemi nel caricamento di fotografie su Facebook. A volte, per esempio, il sistema di blocca. Ma la mancanza principale, in effetti, è proprio l’impossibilità di poter modificare le foto una volta caricate. Avete scattato con poca luce? Vorreste applicare un effetto simpatico alla fotografia? C’è un vostro ex fidanzato in foto che volete rimuovere? Ecco, tutte queste azioni sino ad oggi vanno compiute prima di caricare la foto su Facebook. Con l’acquisizione e futura integrazione di Instagram, invece, si presume diverranno azioni da compiere in tempo reale online. Bisogna sottolineare, inoltre, come il successo di Instagram in questi anni (più di un miliardo di foto caricate, di cui cinque milioni al giorno, con più di trenta milioni di utenti) può essere individuato proprio nella sua capacità di donare un aspetto vintage alle foto contemporanee.

È interessante notare come, grazie al digitale, sia possibile conservare nel tempo i nostri ricordi fotografici senza avere timore che la pellicola si deteriori o che perda colorazione. Non vi sono sostanze chimiche da proteggere: i nostri ricordi fotografici sono convertiti in pixel, in bit. L’unico rischio è che possano essere cancellati. Se, dunque, abbiamo attraversato un percorso tecnologico che ha migliorato la conservazione dei ricordi, dall’altro stiamo notando la ricerca di un’epoca analogica ormai in via di estinzione. Il deterioramento della pellicola, infatti, donava particolari sensazioni alla fotografia: testimoniava il ricordo, il passato, un tempo che ormai non v’era più. Bambini fotografati che, nel frattempo, erano cresciuti, erano invecchiati così come era invecchiata la pellicola.

Ebbene, Instagram ha reintrodotto “il tempo che passa”, seppur applicandolo a fotografie contemporanee, offrendo una finzione temporale, rendendo vecchio ciò che è nuovo. In un certo senso le foto così modificate assumono un senso diverso, si dotano di un particolare bagaglio di sensazioni che non solo migliora, in alcuni casi, il soggetto ritratto ma gli dona anche un fascino vintage aggiuntivo.

Commenti

Lascia un tuo commento





Seguici via feed

  • Archivi

  • Tag Cloud